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7
Apr

La dipladenia: scelta, cura e consigli

La dipladenia, forte e robusta è una pianta ornamentale sempreverde che fiorisce in modo ottimale sui terrazzi, nelle aiuole ma soprattutto sui balconi. Nel periodo estivo è facile da coltivare perché non richiede troppe cure. È una pianta originaria del Sud America e dell’America centrale, conosciuta anche come Mandevilla.

A oggi è diventata una pianta molto popolare e ricercata grazie al suo ottimo adattamento, alla sua tolleranza al calore e alla mancanza d’acqua.

È una bellissima liana dal colore verde scuro lucido, e i suoi fiori dai colori vivaci sbocciano da maggio fino ai primi giorni invernali. Molte le varietà in passato; bianco, rosa e rosso. Oggi, possiamo trovare queste fantastiche piante con colori gialli, albicocca e arancio!

Come coltivare la dipladenia

Sicuramente, la Dipladenia è amante delle belle stagioni, del clima mite e soleggiato.
Coltivarla è davvero semplice; sono sufficienti pochissimi accorgimenti per riuscire a ottenere una vegetazione rigogliosa e abbondanti fioriture.

Se messa in zone di ombra però, la sua produzione di fiori tende a scarseggiare; ha la necessita di molta umidità, per questo al momento della sua coltivazione in vaso è opportuno lasciare della ghiaia nel sottovaso con un po’ di acqua.

Il terriccio deve essere sciolto e ben drenato, ricco di sostanze organiche, composto da terra da giardino, foglie, torba e un po’ di sabbia.

Essendo una pianta dalla crescita rapida, ha bisogno di ricevere concimazioni frequenti durante il periodo della primavera e dell’estate. Questo comporterà a frequenti potature per mantenere sempre la sua forma pulita e ordinata.

Trattandosi di una pianta rampicante, la Dipladenia può essere coltivata collocando nelle vicinanze un apposito supporto o, in alternativa, la si può coltivare come ricadente.

Dipladenia: come potarla

Per far si che i fiori di questa pianta crescano sui nuovi rami, belli e lucenti, “bisogna alleggerirla” con potature alla fine dell’autunno quando la pianta andrà in riposo vegetativo. Bisogna tagliare i rami molto bassi, a circa cinque cm dal suolo; in questo modo la dipladenia non sprecherà le sue energie durante l’inverno ed eviterà il manifestarsi di malattie o di muffe.

Per la primavera cosi facendo si avranno nuovi getti sani e forti con tantissimi fiori; bisogna ricordarsi inoltre che queste tipi di piante non amano tanto i ristagni idrici! Per questo motivo il nostro consiglio è quello di annaffiarle regolarmente, lasciando leggermente asciugare il substrato tra un’annaffiatura e l’altra. In inverno invece annaffiare sporadicamente è la scelta migliore per una migliore fioritura durante il periodo estivo.

 

Dipladenia: parassiti e malattie

Nonostante la loro resistenza e la loro forza, è probabile che la dipladenia venga attaccate dagli acari, soprattutto se vengono collocate in un posto secco molto soleggiato. Non vi basta che spostare la pianta in una zona meno calda (più ombreggiata) e aumentare l’umidità ambientale.

È possibile che possono venire attaccate da coccidi – una super famiglia d’insetti fitofagi, tra i più importanti raggruppamenti d’insetti dannosi. Se questo attacco è leggero, si possono rimuovere con dei bastoncini di cotone, diversamente si deve distribuire un insetticida.

Come moltiplicare la dipladenia

Per far si che la vostra dipladenia si moltiplichi, bisogna ricorrere alla talea – frammento di una pianta appositamente tagliato e sistemato nel terreno per rigenerare le parti mancanti. La talea va praticata soprattutto nella stagione primaverile sui germogli, e in estate sui rami più vecchi.

Sia i rami che i germogli vanno collocati in contenitori con torba e sabbia e sistemati a circa 20°C, in un ambiente ventilato; bisogna poi mantenere la giusta umidità del terriccio per consentire la radicazione, che avverrà in un mese.

Dipladenia e la concimazione

La dipladenia, come tutte le piante, ha bisogno delle sue cure e necessita soprattutto di abbondanti e frequenti concimazioni. Vi consigliamo di usate dei concimi composti nella maggior parte di azoto fosforo e potassio – è il fertilizzante più utilizzato in agricoltura, si tratta infatti di una miscela che contiene i tre principali elementi necessari alle piante per crescere.

Per una concimazione più semplice e veloce, il concime liquido è quello più usato; viene somministrato grazie all’uso di un annaffiatoio ogni settimana a mano.

Varietà di dipladenia

Questa magica e bellissima pianta, detta anche “Mandevilla”, presenta molte varietà. Tra le più conosciute e diffuse, sicuramente troviamo:

  • Dipladenia bianca: si differenzia dalle altre grazie alla sua altezza che può arrivare ai 4 metri di altezza con i suoi fiori di colore bianco con la gola gialla.
  • Dipladenia rosa: detta anche “Splendens”.  conosciuta per la grandezza dei suoi fiori e il suo profumo unico, la dipladenia rosa è simbolo di felicità.
  • Dipladenia rossa: chiamata “Sanderi”, che ha fiori rossi dalla gola gialla. Questa dipladenia, è la più diffusa, ricercata e favorevole per la coltivazione in vaso.
  • Dipladenia gialla: con i suoi fiori giallo intenso e un corposo fogliame verde.
29
Mar

Piante da terrazzo – scelta e cura

Avere al giorno d’oggi un balcone ricco di piante è un vero lusso, soprattutto per chi vive nei centri molto abitati e non ha spazio dove coltivare le proprie piante. È possibile dunque ricreare degli angoli di benessere e felicità con pochi accorgimenti, che aiutano a purificare l’aria e che ci riconnettono con la natura.

Per far si che le vostre piante crescano in modo vigoroso, bisogna sceglierle con cura; vari sono i tipi, da quelle aromatiche a quelle speziate a quelle con infiorescenze più vivaci.

Se vuoi rendere il tuo terrazzo un oasi, hai bisogno delle giuste piante da terrazzo! Scopriamo insieme quali scegliere e come prendersene cura.

 

 

Quali piante scegliere?

Sicuramente la scelta delle piante da terrazzo è molto ampia. Il tutto dipende soprattutto dall’esposizione del vostro terrazzo, da quanta luce ottiene e dalla temperatura dell’ambiente che lo circonda. In generale le piante migliori per il terrazzo sono le sempreverdi e le perenni. Anche per chi è alle prime armi e non possiede il “pollice verde”, queste piante sono facili da coltivare e non richiedono rinvasi annuali. Tra le sempreverdi, le più richieste sono senza alcun dubbio la lavanda, il timo, la passiflora, l’erica e il caprifoglio.

Per creare un effetto decorativo ancora migliore, le piante rampicanti sono eccellenti per il loro portamento, e per la loro funzionalità nel fare da ombra. Queste specie crescono in orizzontale o verso l’alto, risalendo muri e ricadendo sul balcone. Le più conosciute sono l’edera, l’ortensia, e la bouganville.

I due aspetti fondamentali da tenere conto per far adattare le piante al tuo terrazzo sono:

  • L’esposizione al sole: questo fattore dipende soprattutto da che piante andrete ad inserire all’interno del vostro terrazzo. Alcune hanno bisogno di più luce, ma altre possono vivere e rimanere in zone ombreggiate grazie alla loro resistenze al sole e alla siccità.
  • Temperatura: dovrete verificare la temperatura del vostro terrazzo in modo da poter collocare le giuste piante. Non tutte le piante possono resistere a temperature fredde.

Una volta che avete definito questi due importantissimi parametri, potrete scegliere le piante ideali da poter sistemare sul vostro terrazzo.

 

 

In che modo possono aiutarti le piante da terrazzo?

Le piante donano felicità, armonia e pace. Quando poi sono folte e verdeggianti danno anche un grande tocco estetico al tuo terrazzo. Oltre ai loro benefici, le piante da terrazzo, hanno il potere grazie alle loro naturali proprietà, di tenere lontano dalla propria abitazione i vari tipi di insetti.

Vediamo insieme nello specifico le piante che ti proteggono da questi particolari insetti:

  • Zanzare e moscerini: il geranio e la citronella sono senza senza alcun dubbio le piante per eccellenza contro questi fastidiosi insetti. Da non dimenticare anche la lavanda – molto profumata e apprezzata per le sue proprietà curative, la menta e il basilico.
  • Vespe e calabroni: per cacciare via questi pericolosi e fastidiosi insetti non potete fare a meno dell’alloro – utilizzata anche in cucina, è una pianta ricca di vitamina C tipica del Mediterraneo, facilmente adattabile ai climi più freddi.
  • Parassiti e afidicontro questi tipi di insetti, la borragine – una pianta blu-viola a forma di stella, è la migliore in assoluto grazie ai suoi principi attivi che aiutano anche la nostra salute. Ultime, ma non meno importanti, sono le camomilla – conosciuta per le sue proprietà rilassanti e usata come antidolorifico, e il trifoglio, utile per cacciare via gli afidi.

 

Di quali attrezzi abbiamo bisogno?

Per un’operazione di giardinaggio perfetta non possono mancare gli strumenti da lavoro. Ecco quelli più importanti da avere per una coltivazione ottimale sul tuo terrazzo:

  1. Paletta: uno strumento fondamentale creata appositamente per il rinvaso o trasporto di terricci.
  2. Forbici: anch’esso un attrezzo di primaria  perché serve per potare la pianta affinché possa crescere in maniera adeguata.
  3. Nebulizzatore: ultimo ma non di minora importanza; è uno strumento utile per vitalizzare e bagnare le piante e per i trattamenti fitosanitari.

 

 

 

 

29
Mar

Arbusti fioriti: ecco cosa devi sapere

Scegliere e coltivare arbusti fioriti per tutte le stagioni, vuol dire assicurarsi uno spazio verde sempre diverso in ogni periodo dell’anno.

Gli arbusti sono delle piante perenni simili a un albero ma, con la caratteristica di avere i rami prossimi al terreno. Solitamente vengono utilizzati per realizzare elementi decorativi grazie alla presenza di fiori o frutti, oppure per coprire muri o semplicemente per dividere il giardino in più parti. 

Ogni pianta ha delle caratteristiche e delle esigenze diverse e specifiche che è indispensabile conoscere per poter realizzare una coltivazione ottimale. Ci sono arbusti per tutti i climi e i tipi di terreno, ma nella selezione occorre prestare attenzione ad alcuni fattori. Il portamento della pianta è molto importante nella valutazione della propria scelta.

Le piante possono essere sempreverdi o caduche, possono produrre fiori e bacche e a seconda del portamento si prestano a molteplici funzioni.

 

 

Quali Arbusti Fioriti scegliere?

Ci sono arbusti come il biancospino, la peonia, la forsizia, i lillà, i rododendri e le azalee che fioriscono in primavera con un’infinità di colori e sfumature davvero spettacolari. Poi abbiamo le fioriture di ginestre, le ortensie e le rose. 

In inverno? Colori assicurati anche con temperature più rigide grazie ad alcune varietà di camelia, il cotoneaster, la forsizia, l’osmanto e la lentaggine.

Se vogliamo avere un profumo intenso invece, possiamo scegliere tra Daphne odora (Daphne odora), Mahonia media “Charity”, Hamamélis, molto decorativo anche in autunno grazie al suo fogliame, Viburnum Farreri e Viburnum carlesi che fioriscono a fine inverno, Camelia d’autunno (Camellia sasanqua), con fioritura in autunno.

 

Come li scelgo?

Gli arbusti durano molti anni. Pertanto la specie deve essere accuratamente selezionata.

Fortunatamente, le specie e le varietà coltivabili sono oggi moltissime, permettendoti di individuare facilmente quella più adatta.

Ecco quali fattori devi prendere in considerazione nella tua scelta:

 

  • Dimensioni da adulto: l’arbusto deve avere spazio per poter crescere fino all’età adulta.
  • Sagoma dell’arbusto: lo spazio che occuperà.
  • Periodo di fioritura: se si desidera avere un arbusto fiorito in un determinato periodo dell’anno.
  • Colore dei fiori: varie tipologie di colore a seconda dell’arbusto.
  • Colore del fogliame: la gamma di colori va dal verde al rosso.
  • Resistenza al freddo: quest’ ultimo punto è molto importante, perché se per alcune specie può essere sufficiente un semplice velo. da svernamento intorno al fogliame, la situazione cambia se vuoi tenere al sicuro tutti i tuoi arbusti durante i periodi freddi.

 

 

Elementi quale il clima, le ore di luce, la temperatura e la disponibilità con la quale curiamo le nostre piantine influenzano moltissimo la bellezza e la salute delle stesse, ecco perché quando andiamo a introdurre una pianta è indispensabile non lasciare nulla d’intentato.

Inoltre, annualmente una corretta potatura rinforzerà la pianta e allo stesso tempo vi consentirà di gestire le dimensioni della stessa.

 

29
Mar

Come scegliere la pianta giusta da giardino

Per avere un giardino bello e fiorito allo stesso tempo, abbiamo bisogno di un certo numero di piante – in base al terreno, spazio e clima a disposizione. Creare una mix di piante è l’ideale per avere un’oasi verde.
Tante sono le piante che possiamo prendere in considerazione per il nostro spazio verde; annuali, perenni e biennali, ma anche fiorite e profumate.

 

 

Prima di cimentarsi sull’acquisto delle vostre piante da giardino, bisogna sapere che ci sono degli elementi fondamentali da valutare in modo che il vostro spazio verde sia sempre sano e verde:

Terreno: è sicuramente l’elemento fondamentale per predisporre le proprie piante da giardino. Ogni piante ha le sue esigenze. Ci sono vari tipi di terreni, da quello compatto a quello mal drenato. Il nostro consiglio è quello infatti di scegliere una pianta a seconda del tipo di terreno che si ha a disposizione in modo tale di non sostituire o correggere pezzi di terreno.

Clima: è un fattore da tenere sicuramente in considerazione. Il clima è mutevole. Varia molto la temperatura, l’umidità, il calore, le piogge. Per questo motivo bisogna valutare attentamente il bisogno climatico della pianta.

Esposizione: elemento non meno importante degli altri, non tutte le piante riescono a sopportare un’esposizione al sole eccessiva.

Convivenza con le altre piante: un elemento da non sottovalutare, in quanto molte piante soffrono davvero molto la vicinanza con altre, mentre altre invece stanno bene insieme; vi consigliamo di valutare lo sviluppo giornaliero di ciascuna di esse, in modo da riuscire a risolvere i vari problemi tempestivamente.

Come prendersene cura?

Bisogna tenere conto che ci sono piante che hanno bisogno di cure specifiche, e altre invece che necessitano solo alcuni piccoli accorgimenti continui e costanti; ad esempio le piante erbacee annuali si possono rinnovare da sole, mentre le siepi o i roseti hanno bisogno di interventi come le potature e le pacciamature.

Se decidete di andare via per un un lungo periodo  è importante che voi sappiate che le vostre piante hanno bisogno di un sistema di irrigazione automatico in modo da poter ricevere il giusto dosaggio di acqua.

Sapevi che le piante possono offrire diverse funzioni al tuo giardino? Eccone alcune:

  • Protezione: le piante, ma soprattutto gli alberi di medie dimensioni, possono aiutare e proteggere contro le perturbazioni e i forti venti.
  • Protezione dal caldo: è una funzione da non sottovalutare, in quanto molti alberi e piante possono mantenere lontano per abbastanza tempo i raggi del sole. Possono svolgere una doppia funzione sia in estate regalandovi della fresca ombra, sia in inverno riuscendo a far penetrare i raggi solari riscaldandovi la casa.
  • Riservatezza: per avere un giardino recintato in modo da avere un buon grado di riservatezza è giusto sapere che collocando le piante di specie nel modo giusto possiamo ricavarne un buon riparo. Le migliori piante adatte per questo scopo sono gli arbusti resistenti alle potature, dotate inoltre di una crescita lenta.
  • Manutenzione: è senza alcun dubbio la funzione più importante, in quanto senza di esse le piante morirebbero. Non tutte le piante però, hanno bisogno di interventi di manutenzione; l’Agave e le piante erbacee annuali, tra cui ci sono molte bulbose, possono rinnovarsi da sole, soprattutto se scegliamo varietà adatte e giuste in relazione al clima e al terreno.

Tipologia di piante da giardino

Esistono tantissime piante da giardino, e scegliere quelle più adatte a noi, non è sempre una cosa semplice. Di seguito vi elenchiamo alcune delle più importanti.

Gli alberi

Gli alberi hanno un ruolo fondamentale per il vostro giardino. Vengono usati per l’allestimento di siepi, ma soprattutto per la produzione di frutti tra cui meli, fichi e peri.  Ognuno ha la sua dimensione, alcuni sono imponenti, altri più piccoli. Ci sono gli alberi sempreverdi e quelli e quelli che perdono le foglie.

Gli arbusti

Sono più adeguati ai piccoli giardini. Queste piante possono essere usate anche loro per la produzione di siepi. Alcuni degli arbusti più importanti sono: Biancospini, Camelie e Lilla.

Le piante rampicanti

Sono piante soprattutto perenni, erbacee e legnose. Si possono arrampicare in verticale, ma anche strisciando sul terreno. Le più apprezzabili sono le Ortensie, i Glicini, le Bignonie, le Clematidi e le Ipomee.

 

Se sei alla ricerca di idee per rinnovare il tuo angolo verde, nella sezione piante e fiori da giardino potrai trovare tantissime varietà di piante adatte al tuo giardino!

 

 

29
Mar

Arbusti sempreverdi: consigli e cura

Gli arbusti sempreverdi sono da sempre i protagonisti della natura ornamentale. Sono quelle piante che, durante l’inverno, non perdono le foglie, al contrario delle piante caducifoglie. Le foglie possono resistere per anni e il loro rinnovo avviene gradualmente.

Sono in grado di trasmettere sensazioni ed emozioni ‘tranquillizzanti’ specialmente durante la stagione invernale.

Per la loro capacità di adattarsi a diverse temperature, possono sopravvivere sia in estate che in inverno e alcune specie producono anche i fiori. Proprio per queste loro caratteristiche vengono scelte per l’arredamento di giardini privati e aiuole.

Poiché stiamo parlando di una categoria notevolmente variata e numerosa, se intendiamo servircene sarà bene avere ben chiaro lo scopo che vogliamo raggiungere, prima di passare all’acquisto di questa o quella specie.

 

Quali categorie di Arbusti Sempreverdi ci sono?

Arbusti grandi:
In questa categoria possiamo inserire quelle piante che, approssimativamente, hanno un’altezza che a maturità non supera i 6 m, con un’ampiezza che può variare fra i 3 e i 6 m.
Date le loro dimensioni, gli arbusti appartenenti a questa categoria possiedono una spiccata vocazione a figurare come esemplari singoli o isolati.

Arbusti medi:
L’altezza e la larghezza di questi arbusti arrivano ad un massimo di 3 m. Possono essere utilizzati singolarmente, o a piccoli gruppi.

Arbusti piccoli:
Nella categoria degli arbusti piccoli, sono annoverate numerosissime specie, in molti casi di grande valore decorativo, la cui altezza varia tra i 100 e i 180 cm.

Arbusti nani:
Sono piante a crescita molto lenta, la cui altezza varia fra i 25-30 cm e i 90-100 cm., che però spesso si allargano sul piano orizzontale ben oltre queste misure.
Si prediligono questi tipi di arbusti per creare piccole o grandi masse, secondo lo scopo che intendiamo raggiungere.

Questo tipo di arbusti normalmente non richiede potature.

Arbusti tappezzanti:
La loro principale caratteristica è la capacità di “strisciare” al suolo e di ricoprire in breve tempo anche vaste porzioni di terreno. Raramente superano i 25 cm di altezza.

I periodi migliori per piantare gli arbusti sempreverdi sono la primavera e l’autunno, scegliendo preferibilmente le piante in vaso da mettere a dimora, assicurandosi che le radici attecchiscano bene.
Se si presta particolare attenzione al momento della messa a dimora, irrigando e fertilizzando nel modo corretto, le radici della pianta attecchiranno al terreno e questa pianta crescerà facilmente in condizioni di quasi totale autonomia, poiché sono poco esposte anche ai rischi di malattie e parassiti.

 

Come prendersi cura degli arbusti sempreverdi?

Per tutti gli arbusti sempreverdi, è necessario eseguire la concimazione nel periodo primaverile, prima della fioritura, operazione che va ripetuta ogni anno dopo la messa a terra.

Per questo tipo di piante, è molto importante il primo anno di vita, che è quello in cui sono necessarie più cure. In questo modo le piante daranno un’ottima fioritura, senza richiedere particolari e ulteriori trattamenti.

Bisogna prestare attenzione a non creare zone di ristagno acquatico intorno alle radici, perché questo farebbe marcire la pianta. Allo stesso rischio sono esposti i fiori, perciò è bene rimuovere i fiori appassiti non appena se ne trovano lungo i rami.

Sono piante particolari che hanno la caratteristica di possedere un tronco legnoso, e si presentano sotto forma di alberi, arbusti o cespugli.

Le piante sempreverdi, oltre a regalare un tocco di colore al giardino durante i mesi invernali, non richiedono alcun intervento per il loro corretto sviluppo.

Le sempreverdi sono piante che si creano la loro forma man mano che crescono senza l’intervento dell’uomo. Le piante sempreverdi, per loro natura, non hanno bisogno di essere potate, ma a volte è necessario intervenire sia per ridurre l’espansione all’interno del giardino sia per garantire una salute migliore alla pianta.

Quando potare un sempreverde e come precedere?

Questa operazione va effettuata solitamente durante il periodo che va da dicembre a febbraio nel quale la pianta entra nel periodo di riposo vegetativo.

Una delle operazioni principali da eseguire per far crescere correttamente la pianta ed evitare che si allarghi troppo, è quella di sfrondare i rami più bassi permettendo alla pianta di sfruttare le sue energie nella crescita verticale.

Un’altra azione di potatura per mantenere in buona salute la pianta è quella di ripulire la chioma da eventuali rami secchi consentendo così un maggiore ciclo d’aria evitando lo spreco di energie inutili alla pianta.

Se siete alle prime armi meglio chiedere consiglio ad un vivaista esperto che vi aiuterà a selezionare le varietà più adatte al tipo di clima e di terreno che avete a disposizione.

In generale, ricordate che questo tipo di alberi ha bisogno di terreni abbastanza profondi per consentire il pieno sviluppo dell’apparato radicale. In alcuni casi, inoltre, devono essere collocati lontano da altre piante che potrebbero condizionarne la crescita.

Dunque, sarà fondamentale valutare attentamente anche l’estensione e l’esposizione dello spazio dove volete coltivare i vostri alberi sempreverdi, nonché la spaziatura rispetto ad altre piante.

29
Mar

Conifere – come riconoscerle

Le conifere sono piante antiche e sempreverdi, che caratterizzano da sempre i nostri paesaggi.
Questi tipi di piante possono crescere sia in modo naturale, che possono essere piantati in giardino, siepi e in alcuni vasi.

Il loro nome viene dal greco e significa “portatori di coni“. Una loro caratteristica principale sono le loro foglie a forma di ago.

Varie specie di conifere

Vastissima è la gamma, e le specie si aggirano intorno alle 500 circa. Una caratteristica però che le unisce è la versatilità. In poche parole queste piante hanno bisogno di poche cure – ottime per le persone alle prime armi, perché si adattano in modo naturale alle stagioni.

Sono piante che si riconoscono subito soprattutto dal profumo che emanano – essenza e resina. Bisogna ricordare prima dell’acquisto però, che occorre valutare se la tipologia scelta è adatta o adattabile al vostro giardino in base alla loro altezza. Vediamo insieme le varie tipologie.

  • Nane: sono ottime per la decorazione dei propri giardini o terrazzi. La loro altezza non arriva a superare il metro di altezza.
  • Medie: queste tipologie, in 15 anni possono arrivare a misurare dall’ 1 ai 5 metri.
  • Grandi: adatte ai grandi giardini e parchi possono arrivare fino ai 100 metri di altezza.
Tra le tante conosciute, alcune sono davvero famose:
  • Cipresso: a forma di candela con tronco dritto e rami eretti.
  • Pino austriaco: resistente al freddo, forma larga e conica e i suoi aghi hanno verde intenso.
  • Picea excelsa: il famoso “Albero di Natale”
  • Picea pungens: a forma di palla, e con foglie sfumate di un colore blu.
  • Pinus pinea: chioma a ombrello e tipico dei paesaggi mediterranei ha aghi verdi e riuniti a gruppi di tre, e coni globosi e grandi.
Terreno ideale per le conifere

Si sà, un buon terreno è la base per la salute delle piante. Le conifere, hanno bisogno di un terreno sempre concimato e scioto. Il loro terriccio, deve sempre sempre composto da un materiale isolante, Un composto di humus di corteccia e di sabba e un buon terreno da giardinaggi.

Conifere selvatiche

In Italia, soprattutto nelle aree più montuose, vi sono moltissime varietà di conifere selvatiche che possono raggiungere altezze sorprendenti. Le più importanti sono senza alcun dubbio i pini – un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia Pinaceae.
Altri ma non meno importanti sono gli abeti bianchi, abeti rossi e i larici.

 

 

La Cura

Curare le piante è un attività che in qualche modo ci riconcilia con la vita e con la natura. Curandole, le aiutiamo ad essere sane, rigogliose e belle.

Principalmente ci sono tre azioni da compiere:

Irrigazione: come detto precedentemente, la cura delle conifere è davvero semplice in quanto per l’innaffiatura bisogna bagnarle soltanto durante il primo anno dopo la messa a dimora, circa ogni 3 giorni.
Concimazione: di solito queste piante non hanno bisogno di nessuna concimazione. Raramente, quando la conifera viene potata frequentemente, essa ha bisogno di un nutrimento quali i fertilizzanti in modo da poter rafforzarsi.
Potatura: quest’azione viene svolta sporadicamente in modo da poter conservare la loro forma regolare.

 

Scegliere le piante giuste per lo spazio di cui disponi è fondamentale. Affidati a Noi per la progettazione e realizzazione del tuo giardino. Il nostro personale, altamente qualificato e specializzato ti darà l’opportunità di visitare questo parco del verde e rispondere a tutte le curiosità.

29
Mar

Piante da frutto: tutto quello che bisogna sapere

La coltivazione delle piante da frutto comincia dalla progettazione del frutteto e dalla scelta delle varietà da impiantare.
Una pianta da frutto per vegetare ha bisogno di cure appropriate e di condizioni climatiche che si adattino alle sue necessità, per questo è necessario sceglierla in base alla regione in cui si vive, alle zone di ombra e sole esistenti nel giardino e al tipo di terreno.

Generalmente, quando si parla di alberi da frutto, ci si riferisce esclusivamente agli alberi che producono frutti commestibili. Tra le piante da frutto più facili da coltivare vi sono i ciliegi, gli agrumi, i peschi, i susini ed altri. Molte varietà offrono la possibilità di essere anche ottimi come piante ornamentali, perché oltre a non perdere le foglie, in alcune stagioni, soprattutto tra la primavera e l’estate si riempiono di meravigliosi fiori.

Possiamo classificare gli alberi da frutto in base a vari criteri:

TIPO DI PIANTA: Piante arboree o arbusti

TIPO DI FRUTTO: Frutti secchi che hanno il pericarpo duro o legnoso, e frutti carnosi con epicarpo ricco di acqua

TIPO DI COLTIVAZIONE: Frutti Maggiori che comprendono specie coltivate in grandi superfici, Frutti Minori con livelli di produzione più bassi, Agrumi, Frutti Tropicali e piccoli frutti.

 

Quali sono i passaggi per la coltivazione di alberi da frutto?

 

La coltivazione degli alberi da frutto, come quella di tutte le altre piante, comprende varie operazioni, quali piantagione, potatura, concimazione, irrigazione e interventi preventivi per evitare malattie a parassiti.

Generalmente, gli alberi da frutto si piantano da metà ottobre a fine aprile. A seconda della varietà, albicocco, ciliegio, pero, melo, questi alberi e piccoli frutti: fragole, lamponi, more richiedono condizioni di messa a dimora ben precise:

  • Fare una buca per la piantagione alla giusta profondità (dai 60 ai 70 cm) in modo da arieggiare il terreno. Le radici degli alberi potranno così attecchire più facilmente. Aggiungere un concime di fondo, mescolare e ricoprire di 15/20 cm di terreno fine.
  • Sistemare un tutore per tenere dritta la pianta da frutto.
  • Pota leggermente le radici del tuo albero da frutto. Immergi le radici in una densa poltiglia di fango.
  • Pota i rami relativamente corti per i contenitori e i mini fusti (a 30 cm della base). 
  • Taglia a 30 cm dalla base le palmette U semplice. Dopo la messa a dimora, comprimi fortemente e annaffia abbondantemente.

 

Ti consigliamo di mettere un tutore per i mezzi fusti per un migliore mantenimento nei primi anni. La fruttificazione si farà entro due o tre anni a seconda della forma dell’albero scelto. Gli alberi da frutto per crescere sani devono soprattutto essere messi a dimora in posizione idonea: le zone umide, più favorevoli per i ristagni idrici, non sono il luogo adatto per impiantare un frutteto.

 

POTATURE: La potatura è fondamentale per riuscire a mantenere gli alberi da frutto produttivi, sani, ma anche esteticamente belli. 

Ci sono due tipologie fondamentali di potatura.

La prima è la potatura di formazione o di allevamento, da eseguire nei primi anni di vita dell’albero in modo che la sua struttura si formi in modo adeguato e ordinato. 

La seconda è invece la potatura di produzione, il cui obiettivo è aumentare la produzione fruttifera. Quest’ultima è più consistente e importante, per abbassare i rami, per tagliare quelli che riteniamo superflui, per consentire al sole e all’aria di circolare anche all’interno.

Una corretta potatura assicura sia la buona produttività che la crescita armonica degli alberi da frutto.

 

IRRIGAZIONE: l’irrigazione deve essere adeguata alle esigenze della pianta e alla stagione.

Le piante appena messe in dimora, richiedono una innaffiatura abbondante da effettuare ogni 6-7 giorni, mentre negli anni successivi bisogna regolarsi in base al clima e al tipo di terreno.

 

CONCIMAZIONE: Ad ottobre e febbraio bisogna zappettare la base degli alberi e arricchire il terreno con dello stallatico maturo. Bisogna prevedere un’integrazione costante e bilanciata degli elementi presenti nel terreno, quali zolfo, calcio, azoto, potassio e fosforo.

 

TRATTAMENTI: Il contrasto alle malattie è un’operazione essenziale che va fatta in modo tempestivo per evitare danni al frutteto e possibili contagi anche ad altre piante, sia dell’orto che del giardino. Per questo motivo è bene identificare fin da subito le probabili avversità della specie che andiamo a coltivare.

 

Gli interventi preventivi servono a preservare il frutteto da possibili attacchi di parassiti e malattie che potrebbero rovinare i frutti o le stesse piante. Gli insetti vanno scongiurati con irrorazioni di insetticidi specifici, mentre le malattie fungine si prevengono calibrando innaffiature ed eliminando dal terreno resti vegetali marciti.

Si possono coltivare piante da frutto in terrazzo o balcone?

Si, si può agevolmente creare un frutteto in miniatura sul terrazzo o balcone. Le varietà nane o colonnari, specialmente selezionate per il portamento compatto, sono perfettamente adatte e particolarmente decorative in vaso. Scegliere un bel vaso, profondo minimo 50 cm con lo stesso diametro, e mescolare in uguale misura una buona terra di campo e terriccio da piantagione. In seguito, la piantagione si fa come per le altre piante da frutto.

29
Mar

Tipi di piante rampicanti

Le piante rampicanti – bellissime, uniche e magiche, sono esseri viventi che sono molto utili per abbellire la propria casa, giardino, muri e facciate. Molte di questa piante si fanno apprezzare per le loro splendide fioriture oltre che per il loro sviluppo vegetativo. Ideali per spazi piccoli e grandi, sono generalmente facili da coltivare sia in vaso che in piena terra.

Quando parliamo delle piante rampicanti, la varietà è davvero grande che va in base alla grandezza, lunghezza e tipo di pianta. Di solito hanno un fusto molto robusto e dei rami flessibili e affusolati con la tendenza ad arrampicarsi ovunque.

Sono piante che non hanno bisogno di speciali cure o attenzioni; si possono tranquillamente coltivare sia in piena terra che in vaso.

Bisogna però fare attenzione e controllare e selezionare la varietà di pianta scelta in quanto il suo portamento può diventare davvero invasivo. Il nostro consiglio è quello di intervenire frequentemente con potature di contenimento in modo da risolvere il prima possibile un eventuale problema.

 

Piante rampicanti sempreverde

Se il vostro intento è quello di creare un ambiente sempre verde, rigoglioso, colorato e profumato, la scelta ideale è quello di affidarsi a delle piante rampicanti sempreverde. Queste tipi di piante mantengono le  foglie in tutte le stagioni dell’anno e danno allegria, pace e serenità ai giardini e balconi evitando il classico effetto ‘spoglio’ che si ha in inverno.

Ci sono diversi tipi di piante rampicanti sempreverde:

  • Edera: la rampicante per eccellenza. Senza alcun dubbio questo tipo di pianta è la più conosciuta e voluta. Il suo lato positivo è quello di essere perfetta per la coltivazione in piccoli vasi. Sono molto resistenti e non necessitano di particolari cure.
  • Gelsomino: parliamo di una pianta molto apprezzata  e adatta nei giardini, parchi e ambienti chiusi. Fiorisce da aprile a fine maggio. Anche il gelsomino non richiede particolari cure e può essere usato per creare delle barriere divisorie.
  • Boungainville: questo tipo di pianta sempreverde è adatta ai climi temperati, in quanto le stagioni fredde causa la perdita delle foglie. In estate e in primavera torna rigogliosa regalando spettacolari fioriture dai colori accesi nelle tonalità del lilla, viola, fucsia e rosso-arancio.

 

Piante rampicanti in vaso

Quando si parla di piante rampicanti, si pensa sempre che per averle bisogna avere un giardino o un terrazzo. Queste tipi di piante, possono essere anche coltivate nel proprio balcone di casa creando delle magnifiche barriere verde splendente! Per evitare di travasare frequentemente le vostre piante, vi consigliamo di scegliere dei vasi abbastanza grandi. Vi consigliamo inoltre di prestare molta attenzione alle potature, in quanto queste piante hanno la tendenza ad arrampicarsi ovunque creando delle vere e proprie barriere su tutto il balcone!

Possiamo vedere qui di seguito alcune delle varietà di piante rampicanti in vaso:

  • Passiflora: è senza alcun dubbio una pianta rampicante molto esuberante dalle foglie verde scuro. Oltre che in balcone, la Passiflora può essere coltivata anche all’interno della propria abitazione.
  • Caprifoglio: resistente e rigogliosa, non richiede particolari potature e regalano fioriture generose da lasciarti senza fiato!
  • Hardenbergia: è una pianta rampicante sempreverde di origini australiane. Preferisce un’esposizione al sole dove cresce molto facilmente; è molto resistente alle basse temperature e regala delle bellissime fioriture a spighe viola intenso.

 

Ora che siete pronti per scegliere le vostre piante rampicanti preferite, affidatevi al vostro vivaio di fiducia, in modo da poter ricevere consigli, informazioni ed idee per il vostro prossimo acquisto!

29
Mar

Guida alle piante acidofile

Quando parliamo di piante acidofile, parliamo di piante che non si adattano ad un suolo qualsiasi. Con i loro colori stimolano la mente, suscitano sensazioni piacevoli e pensieri positivi. Hanno un ruolo davvero importante nel nostro giardino e il loro punto in comune è quello di donare allegria, pace e spensieratezza anticipando l’avvento della nuova e bella stagione. Per crescere sane e forti, hanno bisogno di essere piantate in un terreno acido ossia con un pH inferiore a 7; solo così siamo sicuri che queste piante possano vivere in condizioni ottimali.

Le piante acidofile più comuni

É difficile sapere con esattezza quanti tipi di piante acidofile ci siano, in quanto l’elenco è decisamente vasto. Ogni pianta presenta una caratteristica specifica che la rendono l’una o l’altra più adatta ad essere classificata tra le piante acidofile da orto piuttosto che da giardino. Tra le varie piante acidofile e le più comuni possiamo trovare le azalee, le camelie le mimose e calle.

Tuttavia, quello a cui bisogna prestare più attenzione è la cura, ossia l’utilizzo di concimi naturali, l’irrigazione e il terreno –  elementi determinanti nella buona riuscita della coltivazione e della fioritura.

Come prendersene cura?

La maggior parte delle piante acidofile fioriscono in primavera. Hanno bisogno di un’esposizione al sole limitata, con l’aggiunta di coltivazioni in zone d’ombra. Queste tipi di piante sono le perenni, perfette per gli amanti dei fiori. Ricordatevi di proteggerle dal freddo! Per proteggere le piante acidofile dal freddo si può sfruttare la pacciamatura sottochioma con uno strato di corteccia di pino, foglie secche o altro materiale naturale. Il loro terreno deve essere leggero, acido e ricco di torba e devono essere innaffiate con moderazione mantenendo il terreno umido, ma evitando i ristagni nel vaso.

L’importanza del terriccio

Bisogna sapere che per questo tipo di piante è fondamentale usare un certo tipo di terriccio; deve essere leggero e preferibilmente privo di calcare. Ad esempio le piante in vaso hanno bisogno di cambiare il terriccio ogni due anni. Per le piante coltivate in piena terra invece, l’operazione è un po’ più complicata. Bisogna rimuovere la vecchia terra nel primo strato attorno alle piante e sostituire con un terriccio per piante acidofile nuovo.

La concimazione

Per le piante acidofile, il tipo di concime da utilizzare è specifico, evitando concimi generici che non abbiano le corrette proporzioni di nutrienti e minerali; può essere di due tipi, liquido o granulare. Quello liquido è da diluire nell’acqua dell’annaffiatoio, l’altro invece va ripartito su tutto il terreno. Nel caso la pianta presenti sulle foglie macchie giallastre, è opportuno somministrare rapidamente chelati di ferro in grado di bilanciare l’eccessiva presenza di calcare nel terreno. La concimazione delle acidofile va eseguita in inverno, così da riuscire a fornire i giusti nutrienti alle piante fino a tutto il periodo di giugno e luglio. C’è anche la possibilità di effettuare una concimazione in modo del tutto naturale – con concimi naturali, che grazie al graduale rilascio di azoto, favoriscono una maggiore acidità al terreno.

L’innaffiatura

Per far si che le vostre piante siano sane, forti e rigogliose, è fondamentale che l’acqua utilizzata sia totalmente priva di calcare – uno degli elementi da evitare nella cura delle piante acidofile; questo perché se viene utilizzata, provoca nella maggior parte dei casi la morte della pianta in pochissimi giorni.

Il tipo di acqua adatto è soprattutto quella piovana oppure quella dal rubinetto ma lasciata decantare per almeno 24 ore.
Tutte le piante acidofile, hanno bisogno di essere annaffiate in modo regolare, evitando di bagnare il fusto e le foglie.

Accorgimenti per le Piante acidofile

Bisogna saper leggere i segnali che le piante ci danno, in modo da preservarne l’integrità e la salute. Ad esempio, quando le foglie presentano delle piccole macchie irregolari, potrebbe trattarsi di un’eccessiva esposizione ai raggi del sole. La presenza di piccole pustole nere sulle foglie invece ci indica un’infestazione fungina. Per sconfiggerla, è necessario distanziare le piante tra di loro, migliorando la ventilazione e intervenendo con trattamenti antimicotici specifici.

Per avere le piante acidofile sane e robuste bastano davvero pochi accorgimenti. Dai a loro la giusta attenzione per aumentare la durata della loro vita e incrementare la loro fioritura!

 

 

29
Mar

Piante aromatiche: scelta e cura

Le piante aromatiche sono davvero facili da coltivare! Il loro posto ideale è in giardino ma possono stare anche sul balcone o terrazzo grazie alla loro fantastica capacità di adattamento. E’ necessario avere anche solo pochi metri di spazio e un area ben soleggiata per far sì che le vostre piante aromatiche possano darvi delle grandi soddisfazioni; richiedono pochissime cure e vi permetteranno di non preoccuparvi troppo durante l’arco della giornata.

Quali sono le più diffuse?

Estremamente semplici da curare, le piante aromatiche – nella maggior parte dei casi, possono essere coltivate in vasi e possono essere tenute sul balcone, sul terrazzo, oppure sul proprio davanzale della finestra.

Ecco le più comuni, le più richieste e le più amate:

  • Timo: pianta amata soprattutto per gli amanti della cucina, e utile anche per la sua proprietà per la salute; è utile contro asma, raffreddore e mal di testa, usata anche come rimedio naturale per pelli stanche e capelli grassi.
  • Salvia: è una pianta della famiglia delle Laminaceae. Molto usata in cucina per aromatizzare diverse pietanze, è in realtà utilissima anche per le sue proprietà antisettiche, antinfiammatorie e diuretiche.
  • Erba cipollina: con il suo sapore più delicato, si sposa con ricette più complesse. Molto semplice da coltivare, non occupa molto spazio e si tratta di una coltura perenne, per cui non bisogna seminarla ogni anno.
  • Menta: una pianta della famiglia delle Labiate. Dall’azione digestiva, antisettica e rinfrescante, è utile per combattere la nausea.
  • Malva: è una pianta dalle proprietà antinfiammatorie ed emollienti, preziosa per intestino, gola e pelle: è ricca di mucillagini, flavonoidi, tannini, vitamine e minerali e, per le sue proprietà, viene impiegata sia come rimedio naturale sia come alimento.
  • Alloro: utile in caso di disturbi allo stomaco e coliche, è usato per curare febbre e tosse.
  • Rosmarino: si tratta di una pianta molto resistente e di conseguenza semplicissima da coltivare, fa parte della famiglia delle laminaceae, proprio come il basilico e la salvia.

 

Concimazione

Questo tipo di operazione, va ripetuta ogni 15 giorni, da maggio a settembre. Il nostro consiglio è quello di usare un fertilizzante ricco di azoto. Bisogna stare attenti inoltre, a non annaffiare troppo le piante aromatiche, in quanto possono perdere tutto il loro profumo. Infine è indispensabile la cimatura per mantenere alle piante una bella forma raccolta: si esegue quando sugli steli appaiono i fiori staccando con le dita le sommità di ogni rametto.

Come coltivare le piante aromatiche?

Per coltivare le piante perenni in modo ottimale, è sufficiente avere a portata di mano dei vasi da disporre sul proprio balcone o terrazzo. Le dimensioni consigliate per i recipienti sono di circa 50 cm di lunghezza, 20 cm di larghezza e 20 cm di profondità.

Avrete bisogno di un terreno apposito – acquistabile nei negozi specializzati, e i semi piantati. Inoltre vi ricordiamo di piantare in ciascun recipiente un solo tipo di pianta aromatica.

Per quanto riguarda la loro posizione ottimale, sono piante che stanno benissimo al sole, ma evitate le zone troppo calde e asciutte. Quando le temperature scenderanno e farà più freddo, è consigliabile tenerle al riparo da un telo di plastica, oppure meglio se vengono ritirate in un ambiente riparato, in casa.

Per far si che le vostre meravigliose piante aromatiche durino il più a lungo possibile, bisogna dedicarci poco tempo, ma che sia quotidiano, in modo tale che si possano annaffiare, tagliare via i rami secchi e morti e proteggerle dalle diverse condizioni metereologiche.